15/10/2019
Alir
Skip Navigation Links
  

Area Riservata Alir
Skip Navigation Links


TooTech
Accentografico
Job Select
REGOLAMENTO DEI COMITATI REGIONALI >Premessa   >Regolamento tipo  

PREMESSA

Si tratta di un atto dovuto, sia per dare completa attuazione allo Statuto dell''Associazione, sia per stabilire una struttura associativa adeguata al fine di consentire una efficiente operatività delle Sedi locali.

La puntuale osservanza delle regole in esso contenute dovrebbe essere sufficiente a garantire agli associati che operano in periferia una efficace difesa da inconvenienti derivanti da eventuali conflitti di interesse con altri soggetti interni ed esterni all''Associazione.

Nonostante ciò è opportuno che, particolarmente in sede di prima applicazione, le Sedi locali abbiano la possibilità di agire tutte allo stesso modo; per questa ragione, vengono di seguito riportate alcune disposizioni di carattere amministrativo.

Al punto 8) del Regolamento allegato è indicata la documentazione che va mantenuta presso ciascun Comitato Regionale; per effetto delle disposizioni di cui al punto 12) la stessa documentazione dovrà essere mantenuta, quando vi risiedano almeno dieci associati, anche dalle Sedi locali. Per quanto attiene alle Sedi minori (con meno di 10 associati), la documentazione non è più necessaria, e le registrazioni corrispondenti dovrebbero essere tenute presso il Comitato Regionale. Dato che ciò potrebbe costituire un vincolo alla libera operatività della Sede locale, è bene che il responsabile della Sede minore prenda subito contatto con il competente Comitato Regionale per sollecitare la definizione delle normative specifiche.

Il primo adempimento da eseguire è pertanto l''acquisto dei libri verbali, intestati il primo alle riunioni del Comitato Regionale (o locale), e il secondo alle riunioni dell''Assemblea Regionale (o locale). Si trovano in cartoleria dei libri già intestati, ma è sufficiente un quaderno o, come suggerito dal regolamento, l''uso di fogli singoli. Pur non essendo necessario, è spesso opportuno che i libri siano vidimati presso un notaio (od un Tribunale) prima di essere messi in uso.

Il secondo adempimento è la redazione dell''elenco degli associati. Non ci sono formalità particolari sul modo di redazione dell''elenco, a patto che vi figurino le generalità del socio (nome, cognome, comune e data di nascita), oltre alla qualifica (socio ordinario, onorario, benemerito), all''indirizzo e alla data del versamento della quota associativa. Quest''ultimo elemento è molto importante perchè, essendo l''associazione un atto di durata annuale, il versamento è un requisito essenziale all''appartenenza all''Associazione. Per il primo anno non è necessaria la data perchè gli associati non in regola con la quota non possono essere iscritti.

Il terzo adempimento è la redazione dell''inventario dei beni. Si tratta di un adempimento necessario ai fini della ordinata contabilità. Esso va articolato secondo i raggruppamenti seguenti:

* Cassa (danaro e valori immediatamente convertibili in denaro)

* Banche (distintamente per ciascun rapporto, il saldo alla data di: conto corrente bancario, conto corrente postale, libretto di deposito a risparmio)

* Mobili ed attrezzature d''ufficio (distintamente per ciascun oggetto, di valore superiore a 1.000.000, il costo di acquisto o il valore di mercato per gli oggetti ricevuti in donazione)

* Attrezzature sanitarie (come sopra)

* Crediti (distintamente per ciascun debitore, il valore alla data)

* Debiti (distintamente per ciascun creditore, il valore alla data).

Alla data di redazione dell''inventario è necessario iniziare la tenuta di una contabilità ordinata: si consiglia, come minimo, la tenuta di un giornalmastro, con un piano dei conti che rispecchi le voci già citate come inventario e in più, per la formazione del conto consuntivo, i seguenti conti:

* entrate per contributi associativi (quota di pertinenza della Sede)

* entrate per contributi volontari (come sopra)

* spese postali

* spese telefoniche

* spese di viaggio

* altre spese di amministrazione.

Chi non avesse fra gli associati la disponibilità di un contabile è pregato di prendere contatto con il Segretario Generale per i dettagli di quest''ultimo adempimento. Naturalmente, per ciascuna registrazione contabile è necessario mantenere i documenti giustificativi in originale a disposizione degli organi di controllo competenti.

Per quanto attiene al funzionamento dei Comitati Regionali, è opportuno che quanto prima si rediga un verbale di riunione nella quale:

* si trascriva la composizione del Comitato;

* si deliberi la nomina a Segretario Regionale di chi destinato a rappresentare la struttura regionale presso il Collegio dei Segretari (vedere punto 3 del regolamento);

* si identifichino le Sedi locali già aperte con autorizzazione del Consiglio Direttivo, e si deliberi per ciascuna di esse l''ambito territoriale di competenza. Indi si identifichino quelle che, avendo almeno dieci associati nel territorio, sono sottoposte al regolamento allegato;

* si elabori (o si dia l''incarico di elaborare) una proposta di regolamento semplificato per le Sedi con meno di dieci associati.

Le indicazioni suddette sono da considerarsi minimali per la realizzazione della soluzione organizzativa prevista dal regolamento approvato.


REGOLAMENTO TIPO


  1. In esecuzione della normativa di cui all''art.10 dello statuto, il presente documento costituisce "regolamento tipo" per il funzionamento dei Comitati Regionali presenti e futuri. Esso rimarrà valido senza limite di tempo, salve eventuali modifiche, che verranno effettuate tempo per tempo dal Consiglio Direttivo.
  2. I Comitati Regionali sono formati dal Consiglio Direttivo, con proprio atto che delega a tre soci operanti nella Regione interessata la responsabilità dello studio e dell''attuazione di iniziative dell''Associazione a carattere regionale.
  3. La delega ha la durata di un anno, e si intende prorogata tacitamente per un ulteriore anno qualora, entro 60 giorni dalla spedizione del bilancio approvato con le modalità di cui al capoverso 7, non intervenga diversa delibera del Consiglio Direttivo. I tre soci delegati, alla prima riunione del Comitato Regionale, provvederanno alla nomina, al loro interno, di un Segretario destinato a rappresentare la struttura regionale verso i terzi ed in seno al Collegio dei Segretari previsto all''art.8 lettera b) dello Statuto. La convocazione del Comitato Regionale dovrà essere effettuata dal Segretario Regionale con le modalità previste dallo Statuto per la convocazione del Consiglio Direttivo.Qualora uno dei Soci delegati dovesse risultare assente ingiustificato per tre riunioni consecutive, la delega si intende automaticamente revocata; i Soci rimanenti hanno l''incarico di comunicare la circostanza al Consiglio Direttivo il quale provvederà ad una nuova delega.
  4. I Comitati Regionali costituiscono struttura operativa con autonomia amministrativa e finanziaria propria. I componenti possono operare a nome dell''Associazione, nel rispetto delle normative di cui ai successivi capoversi 6 e 9, nei confronti delle strutture pubbliche ed amministrative della regione di competenza. L''apertura di conti correnti bancari o postali, e la loro movimentazione, spetta al Segretario Regionale o ad una o più persone da esso delegate, eventualmente a firma congiunta. Ogni struttura risponde con il proprio patrimonio delle obbligazioni contratte, salva la responsabilità solidale dei membri del Comitato Regionale, ad esclusione degli assenti e dei dissenzienti ove risultino dai verbali delle riunioni di Comitato Regionale.
  5. Il patrimonio della struttura regionale è costituito da parte delle quote associative dei soci residenti nella regione, nella misura percentuale che sarà tempo per tempo deliberata dal Consiglio Direttivo, oltre al 90% delle liberalità, donazioni o contribuzioni ricevute direttamente dalla struttura regionale senza vincolo di destinazione specifica. Eventuali somme o beni ricevuti a qualsiasi titolo ma con destinazione specifica sono di pertinenza della struttura centrale che provvederà, con delega specifica, a nominare i soci incaricati di amministrarli ed a controllare che vengano rispettate le condizioni di destinazione del donante.
  6. L''Associazione fa proprie le iniziative ed avalla le obbligazioni prese dalle strutture periferiche solo ed in quanto esse risultino dai verbali sottoposti al Consiglio Direttivo a norma delle disposizioni più oltre definite. Per quant''altro non sia compreso nella documentazione citata, chi agisce in nome dell''Associazione risponde personalmente, esclusa ogni solidarietà debitoria con gli altri organi dell''Associazione. L''assunzione di obbligazioni senza l''osservanza, per dolo o colpa grave, delle norme di legge, di Statuto e di Regolamento comporta la decadenza dall''incarico dei soci che vi abbiano concorso, fatto salvo il diritto del Segretario Generale di procedere, anche giudizialmente, contro i singoli responsabili per il recupero delle risorse necessarie all''adempimento dell''obbligazione.
  7. Almeno una volta l''anno il Comitato Regionale riunirà in assemblea i soci residenti nel territorio di competenza. Ad essa riferirà sull''andamento della gestione e sottoporrà per l''approvazione un conto consuntivo, ed una relazione preventiva idonei ad illustrare chiaramente l''aspetto finanziario di essa. Il preventivo non può prevedere, a meno di esplicita autorizzazione del Consiglio Direttivo, spese che superino gli accantonamenti preesistenti più un terzo delle entrate ordinarie risultanti dall''ultimo conto consuntivo approvato. L''assemblea potrà inoltre formulare indicazioni utili al Consiglio Direttivo per la delega al Comitato Regionale dell''esercizio successivo.
  8. A cura del Comitato Regionale sarà mantenuta la seguente documentazione:
    • libro dei verbali del Comitato Regionale
    • libro dei verbali dell''assemblea regionale
    • elenco dei soci residenti nel territorio di competenza
    • inventario fisico dei beni appartenenti all''Associazione
    • documentazione contabile adeguata.
  9. I libri verbali possono essere costituiti da fogli singoli, purchè siano numerati progressivamente e singolarmente siglati dai componenti il Comitato Regionale. Entro 15 giorni da ciascuna riunione dovrà essere inviata alla Sede Legale di Adria una copia dei verbali relativi e, nel caso dell''assemblea, del conto consuntivo e del preventivo ivi approvati.
  10. Il controllo sull''operato della struttura regionale, per eventuali violazioni di legge o di norme statutarie, èriservato al Consiglio Direttivo, che esamina i verbali delle riunioni degli organi decentrati e dispone, ove del caso, per richieste di informazioni e, se necessario, per visite ispettive presso le strutture regionali. Queste ultime sono tenute a fornire tutte le notizie e documentazioni necessarie per l''esercizio di tali forme di controllo.
  11. In caso di accertata inosservanza delle norme, il Consiglio Direttivo comunica per iscritto il proprio rilievo, indicando un termine tecnicamente adeguato per il rientro nelle condizioni di legittimità. In mancanza di esecuzione nei termini fissati, il Consiglio Direttivo procede in via surrogatoria attraverso appositi delegati con poteri e competenze specifiche.
  12. Ove opportuno per ragioni operative, i Comitati Regionali possono consentire l''apertura di più Sedi nel territorio della regione, con competenza territoriale provinciale o, al minimo, comunale. Quando nel territorio di competenza della Sede locale risiedano almeno 10 soci, il presente Regolamento èapplicabile al funzionamento della Sede locale, attribuendo le funzioni "regionali" al corrispondente organo "locale", quelle del Consiglio Direttivo e delle strutture centrali al Comitato Regionale, e quelle del Segretario Generale al Segretario Regionale.
  13. Alla normativa come sopra aggiustata ai rapporti fra strutture regionali e strutture locali, vanno applicate le seguenti modifiche:
    • il Comitato Regionale delibererà quale percentuale delle quote di iscrizione siano da attribuirsi alle strutture locali e quale a quella regionale, ma limitatamente alla quota percentuale attribuita alle strutture regionali dalla delibera del Consiglio Direttivo, senza che il maggior numero di livelli organizzativi incida sulla percentuale di quote di pertinenza delle strutture centrali deliberata come al capoverso 5;
    • il 90 per cento delle liberalità, donazioni o contribuzioni ricevute direttamente dalla struttura locale senza vincolo di destinazione specifica rimarrà ad essa destinato, ed il rimanente 10% è di pertinenza della struttura centrale, come previsto al capoverso 5; tuttavia il Comitato Regionale può, con il consenso delle Sedi locali interessate, disporre una diversa distribuzione dell''assegnazione della quota delle donazioni istituzionalmente destinata alle strutture locali, entro e non oltre la misura massima di un ulteriore 10%;
    • eventuali somme o beni ricevuti dalla struttura locale a qualsiasi titolo ma con destinazione specifica rimangono di pertinenza della struttura centrale che provvederà come al capoverso 5;
    • la competenza ad autorizzare il superamento del limite di spesa nei preventivi di cui al capoverso 7 rimane in capo al Consiglio Direttivo anche nei riguardi delle strutture locali;
    • pur rimanendo a capo delle strutture regionali tutte le funzioni di controllo sulle strutture locali nei termini già definiti, il Comitato Regionale curerà di far pervenire al Consiglio Direttivo copia di tutta la documentazione di controllo (verbali, conti consuntivi, ecc.).
  14. Quando, a causa del ridotto numero di soci, non sia utilizzabile la normativa come sopra specificata, l''apertura di una Sede Locale è possibile sulla base di una normativa specificamente predisposta dal Comitato Regionale che rispetti i principi del presente Regolamento. Detta normativa entrerà in vigore dopo l''approvazione del Comitato Direttivo, cui sarà stata sottoposta dal Comitato Regionale unitamente ad una relazione illustrativa dei problemi che sconsigliano l''utilizzo della normativa generale.
  15. Le provincie autonome ai sensi delle leggi tempo per tempo vigenti, sono equiparate alle regioni a tutti gli effetti di cui al presente regolamento.
Approvato dal Consiglio Direttivo (allargato ai rappresentanti delle sedi locali) a Bologna in data 23 settembre 1989.